TARANTO FESTEGGIA IL BICENTENARIO DEL “SOGNO DEI 9 ANNI” DI DON BOSCO

La missione di San Giovanni Bosco passa da Taranto: aggregare i giovani, dare loro opportunità di espressione, valorizzare attitudini e capacità. Da sempre riferimento per tutto il territorio jonico, la parrocchia dedicata al Santo promuove una serie di appuntamenti fino a fine gennaio, mese salesiano, per celebrare il bicentenario del sogno dei 9 anni di Giovanni Bosco. I giovani in primo piano, protagonisti di eventi finalizzati a concretizzare e a ripercorrere quel sogno che cambiò la vita di Giovanni.

Questo il programma che avrà come sede principale la parrocchia San Giovanni Bosco di Taranto in via Umbria 105. Spazio subito al carattere ludico con l’inaugurazione della sala giochi. Poi il 22 gennaio la festa di Laura Vicuna, una ragazza cresciuta nell’oratorio salesiano delle FMA. Appuntamento di rilievo mercoledì 24 gennaio alle ore 19:30, festa di San Francesco di Sales, patrono della Famiglia Salesiana: ci sarà la presentazione della Strenna del Rettor Maggiore “Il sogno che fa sognare”, con la partecipazione di Giovanna Bruno, sindaca di Andria.

Il 26 gennaio torneo di Burraco con le famiglie, la mattina del 28 gennaio cortile in festa con i ragazzi dell’oratorio. Il 28, 29 e 30 gennaio triduo in preparazione alla festa: ore 18.30 S. Messa con riflessione a cura dei parroci della Diocesi don Cristian Catacchio, don Francesco Venuto, don Carmine Agresta. Il 30 gennaio ore 19:30 veglia di preghiera con i giovani e per i giovani. Grande attesa per la chiusura di mercoledì 31 gennaio festa di don Bosco: alle ore 18:30 Santa Messa Solenne presieduta dall’Arcivescovo di Taranto Mons. Ciro Miniero e a seguire momento di festa in cortile e distribuzione del panino di don Bosco.

Don Giovanni Monaco, parroco della parrocchia Don Bosco, commenta queste giornate tanto attese dalla comunità di fedeli: «Credo sia significativo che il nostro appuntamento più importante con questo grande santo coincida con l’inizio del nuovo anno. Un vero rimedio al lamento sui mali del nostro tempo è un’educazione condivisa».